Rugby femminile in Iran
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Il rugby femminile in Iran

Il rugby è tradizionalmente uno sport riservato ad un numero ristretto di paesi, soprattutto europei o comunque di cultura anglosassone : pur non facendone parte, l’Iran da qualche anno sta iniziando a conoscere questa disciplina, soprattutto a livello femminile.

Lo scorso anno un post su Twitter, divenuto rapidamente virale, aveva attirato l’attenzione di molte persone su una realtà sino ad allora poco nota a livello internazionale : in un campo da rubgy a Teheran una giovane allenatrice, da poco divenuta mamma, si rivolge alle giocatrici della propria squadra tenendo in braccio il figlio.

Nahid Biyarjomandi, allenatrice e dirigente della Federazione Iraniana, ha dichiarato ad Asia Rugby che in Iran il rugby femminile sta crescendo ad un ritmo più veloce rispetto a quello maschile. Nahid ha giocato a rugby per nove anni e ora dedica il suo tempo allo sviluppo del movimento rugbystico femminile nel suo Paese : “Stiamo cercando di raggiungere un buon livello in Asia, un giorno ci piacerebbe partecipare alla Coppa del Mondo, perché no? Forse è solo un sogno, ma nella mia mente nulla è impossibile”. Tuttavia, nonostante la passione di Biyarjomandi, la crescita del rugby in Iran non è facile : “C’è grande entusiasmo ma non abbiamo molti allenatori con una preparazione adeguata. E anche per quanto riguarda l’attrezzatura dobbiamo crescere, se vogliamo che questo sport si diffonda. Nonostante questi problemi non mi arrendo, amo il rugby e adoro aiutare le ragazze iraniane a praticarlo”

A dicembre si è disputato, a Kerman, il campionato nazionale di rugby a 7 : 13 squadre partecipanti, quasi 200 atlete ed il titolo assegnato al Razavi Khorasan, davanti a Datis Rugby Club e Alborz.

La premiazione delle campionesse iraniane 2018 di rugby a 7

Per quanto riguarda invece il rugby a 15, a Teheran lo scorso novembre è stato assegnato il secondo titolo nazionale : hanno partecipato solo 4 squadre (ma l’anno precedente erano 2) ed ha vinto il Datis Rugby Club della capitale. Gli arbitri della competizione erano donne, a riprova della crescita complessiva del movimento.

Il presidente della Federazione, Dr. Hussain, in occasione della manifestazione ha espresso la propria soddisfazione per la crescita del movimento femminile : “Il nostro programma per le donne prevede oltre al mini rugby anche campionati under 15, under 18 e senior in oltre 20 province; vorremmo anche partecipare con la nazionale a 15 ai tornei asiatici, ma ci serve uno sponsor, purtroppo non siamo in grado di fare tutto quello che vorremmo per mancanza di fondi”.

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